{"id":1690,"date":"2022-02-09T18:17:22","date_gmt":"2022-02-09T17:17:22","guid":{"rendered":"http:\/\/sacricuori.wplnw.it\/fundador\/una-biografia-essenziale-di-francesco-gioia\/"},"modified":"2022-03-15T16:17:16","modified_gmt":"2022-03-15T15:17:16","slug":"una-biografia-essenziale-di-francesco-gioia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/fundador\/una-biografia-essenziale-di-francesco-gioia\/","title":{"rendered":"Una biografia essenziale (di Francesco Gioia)"},"content":{"rendered":"<p><strong>L<\/strong>a Famiglia<strong>\u00a0Petagna<\/strong>\u00a0vantava \u00abantiche e cospicue tradizioni gentilizie\u00bb e nel corso dei secoli ha dato alla Chiesa un vescovo, dei monsignori, sacerdoti, religiosi. Il nome di Francesco Saverio fu dato, dai coniugi Domenico e Angelica Cataldo, al loro figlio, in memoria d\u2019uno zio paterno, canonico della cattedrale di Sorrento.<\/p>\n<p>Verso i\u00a0<strong>quattordici\u00a0<\/strong>anni, Francesco Saverio fu iscritto nell\u2019albo dei\u00a0<strong>chierici<\/strong>, come allora si usava, e a 17 anni ottenne l\u2019abito talare. Nel 1835, a soli\u00a0<strong>23 anni<\/strong>, fu ordinato\u00a0<strong>sacerdote<\/strong>. Le prime attivit\u00e0 pastorali, di cui parlano le biografie, si riferiscono all\u2019assistenza agli ammalati nell\u2019ospedale degli Incurabili e dei detenuti nelle carceri di Castel Capuano.<\/p>\n<p>A Napoli erano in vigore \u2014 e prosperavano \u2014 le cosiddette\u00a0<strong>cappelle serotine,<\/strong>\u00a0cio\u00e8 degli incontri serali con i fedeli, specialmente i giovani e i popolani, durante i quali venivano affrontati temi di particolare importanza, secondo gli avvenimenti cittadini e nazionali che a Napoli trovavano risonanza. Don Francesco Saverio Petagna era assiduo a tali appuntamenti e le sue conversazioni si protraevano fino a tarda sera. Un altro assiduo appuntamento pastorale \u2014 ma questa volta con \u00abil fiore della aristocrazia napolitana\u00bb \u2014 avveniva nella Chiesa di S. Ferdinando, ove aveva sede l\u2019Arciconfraternita di S. Luigi di Palazzo, detta cos\u00ec perch\u00e9 situata nei pressi della reggia. Di tale Arciconfratemita il Servo di Dio fu nominato direttore. Proprio in questa sede egli nel 1841 in collaborazione di uomini celebri \u2014 tra i quali il Card. D\u2019Avanzo, il Sanseverino e il D\u2019Amelio \u2014 aveva fondato una\u00a0<strong>rivista cattolica\u00a0<\/strong>dal titolo significativo\u00a0<em><strong>La scienza e la Fede<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Per la sua preparazione culturale e spirituale, il card. Sisto Riario Sforza, arcivescovo di Napoli, lo nomin\u00f2\u00a0<strong>professore\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>S. Scrittura<\/strong>\u00a0nel liceo di Napoli e gli affid\u00f2 l\u2019insegnamento ai giovani chierici.\u00a0 Cos\u00ec si svolse, per quindici anni, la vita sacerdotale di Don Francesco Saverio Petagna. Una sera di gennaio del 1850 egli stava\u00a0<strong>predicando\u00a0<\/strong>le\u00a0<strong>Quarantore<\/strong>, davanti a un uditorio piuttosto modesto, in una chiesa di Napoli. Tra la gente, stava un personaggio di eccezione, S.M. il re Ferdinando II di Borbone, venuto apposta per rendersi conto, in incognito, di quel prete ancora giovane che gli era stato proposto per la nomina alla chiesa cattedrale di Stabia. Il regio decreto che nominava Don Petagna vescovo di Castellammare di Stabia porta la data del 14 gennaio 1850.<\/p>\n<p>Dal decreto di nomina, che era di pertinenza del re secondo la legislazione allora vigente, alla Bolla di nomina, che doveva venire da Roma, passarono pi\u00f9 di quattro mesi. Infatti, la Bolla porta la data del\u00a0<strong>20 maggio 1850<\/strong>. Il lungo intervallo \u00e8 dovuto nella prima fase alle solite lentezze burocratiche. Sul decreto dovette pronunciarsi il Capitolo della cattedrale di Castellammare che rivolse al vescovo nominato alcuni quesiti circa delle vertenze pendenti. Successivamente, in una seconda fase, la pratica spedita al Papa, arriv\u00f2 in un momento particolarmente turbolento. L&#8217;11 aprile Papa Pio IX improvvisamente aveva lasciato Gaeta, con tutta la sua corte, ed era rientrato a Roma. Per la formalizzazione della propria nomina, mons. Petagna dovette aspettare il concistoro del 20 maggio, nel quale fu nominato e proclamato vescovo di Castellammare. La\u00a0<strong>consacrazione\u00a0<\/strong>del nuovo vescovo avvenne il\u00a0<strong>16 giugno 1850<\/strong>, nella cattedrale di Napoli, l\u2019ingresso a Castellammare subito dopo.<\/p>\n<p>Se la fase di Don Petagna rientra nell\u2019epoca della Restaurazione europea e italiana, la fase di \u00abmons. Petagna\u00bb coincide con l\u2019epoca del Risorgimento italiano, dall\u2019indomani della prima guerra d\u2019indipendenza all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, che si conclude con la conquista di Roma e la sua proclamazione e ristrutturazione a capitale della nazione nel corso degli anni 70 del secolo scorso. Il ministero episcopale di mons. Petagna comprende una\u00a0<strong>prima fase<\/strong>, relativamente\u00a0<strong>tranquilla<\/strong>, oltre che pastoralmente fertile di iniziative, protrattasi per un decennio, cio\u00e8 dall\u2019indomani della consacrazione al fatidico 1860, l\u2019anno della caduta dei Borboni e dell\u2019arrivo di Garibaldi. Gi\u00e0 da semplice sacerdote, mons. Petagna aveva manifestato particolare\u00a0<strong>interesse\u00a0<\/strong>per la\u00a0<strong>cultura\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>l\u2019istruzione\u00a0<\/strong>a servizio dell\u2019azione pastorale. La prima cura la dedic\u00f2 al seminario. Pio IX aveva emanato gi\u00e0 dei documenti per richiamare l\u2019attenzione dei vescovi sulla necessit\u00e0 di assicurare ai futuri sacerdoti un\u2019elevata cultura, in modo che fossero in grado di dialogare con una societ\u00e0 in continuo progresso sul terreno scientifico. Il nuovo vescovo cominci\u00f2 dal fabbricato del seminario che rifece quasi interamente.<\/p>\n<p>Purtroppo nel 1860, date le condizioni di precariet\u00e0 che attraversava l\u2019Italia del Sud, si pens\u00f2 di rinviare momentaneamente i giovani Seminaristi in famiglia; ne approfittarono le autorit\u00e0 che requisirono l\u2019edificio e ne fecero un ospedale militare. Ricorsi e processi si susseguirono fino aI 1867, quando si giunse a un accomodamento e, invece del seminario, il vescovo ottenne l\u2019uso del convento soppresso di S. Francesco fino a quando non si fossero trovati locali da adibire alle scuole municipali succedute all\u2019ospedale militare nell\u2019edificio del seminario. Per facilitare una sana formazione dei Seminaristi, il Petagna nel\u00a0<strong>1854\u00a0<\/strong>sanzion\u00f2 e promulg\u00f2 le\u00a0<strong>Regole del seminario stabiano<\/strong>, ispirate a S. Alfonso dei Liguori.<\/p>\n<p>Un\u2019altra iniziativa di carattere pastorale a base culturale \u00e8 l\u2019erezione di \u00ab<strong>Congregazioni dello Spirito<\/strong>\u00bb, per le quali il Servo di Dio dett\u00f2 anche un regolamento. Si tratta di una\u00a0<strong>riedizione\u00a0<\/strong>delle\u00a0<strong>Cappelle serotine\u00a0<\/strong>attive a Napoli, destinate agli studenti delle scuole pubbliche e private, compresi tra i 10 e i 24 anni. Data l\u2019ora in cui si tenevano le riunioni, il popolo le chiamava le congregazioni dell\u2019Ave Maria. I giovani formati a queste scuole di spiritualit\u00e0 diventavano il fermento tra i loro compagni e nelle loro famiglie.<\/p>\n<p>Un settore relativamente nuovo, in cui si impegna ora come vescovo mons. Petagna, \u00e8 quello delle\u00a0<strong>iniziative di carit\u00e0 cristiana<\/strong>, servendosi ampiamente dell\u2019opera delle religiose o dei laici cattolici. Fin dal primo anno del suo governo pastorale invita le\u00a0<em>Figlie della Carit\u00e0 di S. Vincenzo de\u2019 Paoli<\/em>, cui affida una scuola per ragazze e l\u2019assistenza ai malati negli ospedali. Una di queste fanciulle, educate dalle Figlie della Carit\u00e0 e cresimata da mons. Petagna, la piccola Costanza Starace, sarebbe diventata, sotto la guida del Servo di Dio, Suor Maddalena della Passione, fondatrice delle Compassioniste.<\/p>\n<p>Sempre nel campo della carit\u00e0, in questo periodo sorgono nella diocesi di Castellammare un\u00a0<strong>orfanotrofio\u00a0<\/strong>e un\u00a0<strong>convitto femminile<\/strong>. Le due istituzioni furono affidate alle Suore di Carit\u00e0 di S. Vincenzo, che poterono reggere l\u2019incarico dal 1854 al 1859, quando le vicende politiche italiane le costrinsero ad abbandonare la direzione. Il Servo di Dio si rivolse allora alle Suore Stimmatine. Infine, per le\u00a0<strong>ragazze esposte alla prostituzione<\/strong>, fond\u00f2 il\u00a0<strong>Ricovero\u00a0<\/strong>in una piccola casa che il padre di suor Maddalena Starace gli mise a disposizione. L\u2019iniziativa conobbe sviluppi favorevoli, tanto che suor Maddalena ottenne dal vescovo di pernottare in quella casa e di aprirvi dapprima una scuola di ricamo, taglio e cucito e poi anche un oratorio. Nel 1870 quattro compagne di suor Maddalena chiesero di vestire il suo abito: cos\u00ec ebbe origine l\u2019istituto delle \u00abOblate dei sette dolori della Beatissima Vergine Maria\u00bb detto \u00abistituto delle Suore Compassioniste \u00bb.<\/p>\n<p>Un decennio fecondo, quello che va dal\u00a0<strong>1850 al 1860<\/strong>, come si vede. In esso ebbero origine molte tra le pi\u00f9 belle iniziative del giovane vescovo. Iniziative che incontrarono le difficolt\u00e0 del tempestoso decennio seguente, ma che comunque approdarono a quelle m\u00e9te che il Servo di Dio si proponeva.<\/p>\n<p>Col\u00a0<strong>1860\u00a0<\/strong>comincia il periodo pi\u00f9 tempestoso della vita e dell\u2019attivit\u00e0 del servo di Dio. A Napoli si conclude la spedizione dei Mille. Garibaldi vi entra da trionfatore. Cade il regno dei Borboni. Viene indetto il plebiscito per l\u2019annessione alla Casa Savoia. Contemporaneamente dal Nord l\u2019esercito piemontese scende annettendo i territori dell\u2019Italia centrale. Cos\u00ec il 18 febbraio 1861 si inaugura a Torino il primo Pariamento Italiano e il successivo 14 marzo Vittorio Emanuele viene proclamato Re d\u2019italia. La Bolla dell\u2019erezione canonica porta la data del maggio 1871. Il nuovo regno contava circa 22 milioni d\u2019abitanti e una superficie di 260.000 Kmq. Rimanevano fuori dei confini del regno solo il Lazio e le Venezie. Com\u2019\u00e8 facile immaginare, un succedersi cos\u00ec rapido e sconvolgente di eventi non poteva non determinare problemi, soprattutto per chi aveva responsabilit\u00e0 nel governo della Chiesa. Infatti, era stato invaso e in parte \u00abannesso\u00bb lo Stato della Chiesa. Quanto agli altri Stati e Territori, la via seguita dal Piemonte non era la sola percorribile, n\u00e9, tutto sommato, la pi\u00f9 saggia, come hanno dimostrato gli eventi successivi. Per esempio, la logica delle \u00abannessioni\u00bb e della materiale estensione delle leggi piemontesi aveva delle alternative, che avrebbero consentito di risolvere istituzionalmente il problema meridionale. A queste considerazioni di ordine politico se ne aggiungono altre che si riferiscono alla Chiesa e al suo ruolo nella Societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il Servo di Dio, mons.\u00a0<strong>Petagna<\/strong>, non era certo contrario all\u2019unit\u00e0 nazionale. Circa le modalit\u00e0 di attuazione di tale processo, non disponiamo di elementi sicuri relativi al suo pensiero. Tuttavia, sappiamo che accett\u00f2 il plebiscito decretato da Garibaldi, anzi concesse che a Castellammare si svolgesse nella stessa cattedrale. Invece, l\u2019impostazione dei rapporti tra Chiesa e Stato, cos\u00ec come vennero impostati attraverso un\u2019applicazione delle Leggi Siccardiane \u2014 emanate dieci anni prima dal Ministro Siccardi, membro del Governo d\u2019Azeglio, in Piemonte \u2014 non poteva essere accettata dal Petagna, perch\u00e9 comportava la soppressione di Ordini religiosi, parrocchie, istituzioni ecclesiastiche ed espropriazione dei beni della Chiesa. Giorgio Pallavicino, nominato da Garibaldi \u00ab dittatore \u00bb dopo il plebiscito del 21 ottobre, divenne sospettoso verso il clero e in modo particolare verso i vescovi. Per avere un\u2019idea del clima che si venne instaurando nel meridione d\u2019Italia, basti pensare che furono\u00a0<strong>costretti\u00a0<\/strong>ad\u00a0<strong>abbandonare\u00a0<\/strong>le loro\u00a0<strong>diocesi\u00a0<\/strong>i vescovi di Castellaneta, di Foggia, Molfetta, Sessa, Muro Lucano, Bitonto, l\u2019arcivescovo di Matera, di Bari e lo stesso cardinale arcivescovo di Napoli, Sisto Riario Sforza che dovette imbarcarsi sull\u2019Elettric e sbarcare a Marsiglia.<\/p>\n<p>Era facile cadere in disgrazia. Garibaldi, dopo il suo passaggio, usava lasciare nelle citt\u00e0 un comitato cittadino che a suo arbitrio applicava leggi piemontesi, giudicava comportamenti e li poteva qualificare come antipatriottici, sottoponendo persone a provvedimenti disciplinari, compreso il carcere e l\u2019esilio, come accadde a mons. Petagna. Si cominci\u00f2 ad accusare il Servo di Dio di filo-borbonismo. Infatti, egli aveva battezzato Maria Teresa, la figlia del re borbonico, nata a Castellammare dove la famiglia reale trascorreva le vacanze estive. In altra occasione, mons. Petagna, accanto al Sovrano e alla Regina aveva benedetto la fregata \u00abBorbone\u00bb mentre veniva varata nei cantieri di Castellammare. Si invent\u00f2 un\u2019accusa precisa. Si disse che nel 1848, a Napoli, alcuni cittadini insorti, avevano trovato rifugio nel sotterraneo della chiesa di S. Ferdinando, di cui era rettore mons. Petagna. Qualcuno li aveva denunciati ai soldati svizzeri, al soldo di Ferdinando II: chi poteva essere stato se non il Servo di Dio? \u00a0Nessuno pot\u00e9 mai provare l\u2019accusa, per\u00f2 essa contribu\u00ec a creargli attorno\u00a0<strong>un\u2019atmosfera di diffidenza<\/strong>, specie quando il vescovo, per preciso dovere di pastore della Chiesa, dovette protestare contro l\u2019applicazione delle leggi anticlericali. Papa Pio IX pens\u00f2 di utilizzare i vescovi allontanati dalle loro diocesi\u00a0anche fuori dei confini d\u2019Italia. Siccome mons. Petagna conosceva bene il francese, il Papa pens\u00f2 di mandarlo a Marsiglia in aiuto al vecchio vescovo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal gennaio 1861 al dicembre 1866, mons. Petagna rimane in esilio, prima a Marsiglia fino al 13 ottobre 1865, poi a Roma. Da Marsiglia, invia una\u00a0<strong>lettera pastorale\u00a0<\/strong>alla sua diocesi, datata il venerd\u00ec santo del\u00a0<strong>1864<\/strong>, per celebrare, da lontano, una ricorrenza centenaria di S. Catello, patrono di Castellammare di Stabia. Si tratta di ben 110 pagine, nelle quali il vescovo \u00abriabbraccia\u00bb i suoi fedeli lontani, delinea le sue convinzioni e direttive pastorali circa la libert\u00e0, la religione, il Papa, il protestantesimo, la fede, la carit\u00e0, la preghiera. Mentre si prodiga in aiuto al vescovo della citt\u00e0 francese che lo ospita, un giorno gli arriva la notizia che nel napoletano \u00e8 scoppiato il\u00a0<strong>colera<\/strong>. Siamo nel 1864. Fa domanda di rientrare a Castellammare, ma ne riceve un rifiuto. Allora prende una decisione autonoma: s\u2019imbarca a Marsiglia verso l\u2019Italia e\u00a0<strong>rientra a Napoli<\/strong>, con il card. Riario Sforza, lo stesso giorno che vi arriva il re. In una relazione della prefettura di Napoli al ministro Ricasoli, si legge che mons. Petagna \u00ab\u00a0<em>si dette da fare perch\u00e9 gli fosse concesso di andare a Castellammare (&#8230;). Il Governo non credette di accedere alle sue domande n\u00e9 a quelle dei diocesani, sicch\u00e9 fu ricondotto alla frontiera romana \u00bb.\u00a0<\/em>Da Roma il Servo di Dio riprende la via di Marsiglia, dove s\u2019immerge in pieno nell\u2019attivit\u00e0 pastorale, sempre in aiuto al vescovo infermo. \u00c8 della domenica di Passione del\u00a0<strong>1865\u00a0<\/strong>una\u00a0<strong>Lettera pastorale<\/strong>\u00a0che egli invia \u00aballe dilette popolazioni della diocesi di Castellammare\u00bb in occasione del giubileo. Non si pu\u00f2 passare sotto silenzio l\u2019incontro che egli ebbe, durante il periodo marsigliese, con\u00a0<strong>Melania Calvat<\/strong>, la pastorella, cui era apparsa la Madonna della Salette il 18 settembre 1846. Suor Maria della Croce, come si chiam\u00f2 la veggente dopo essere entrata presso le suore della Compassione, si leg\u00f2 talmente al suo padre dopo il suo rientro, a Castellammare trasferendosi successivamente ad Altamura (BA) dove mor\u00ec nel dicembre del 1904.<\/p>\n<p>Il governo italiano dell\u2019epoca aveva bisogno di dimostrare, a un certo momento, di essere abbastanza forte da non temere il rientro dei vescovi esuli e dissidenti. Il disegno partiva, com\u2019era avvenuto quasi sempre dal momento dell\u2019annessione, molto dall\u2019alto e la burocrazia statale impieg\u00f2 del tempo prima di avvedersene. Ai Prefetti venne diramato l\u2019ordine di fornire notizie circa \u00abl\u2019opinione attuale del paese\u00bb su tali vescovi. Ecco che cosa risponde il Sottoprefetto di Castellammare: \u00ab\u00a0<em>Mons. Francesco Saverio Petagna da Napoli, d\u2019anni 45 circa, fu allontanato da qui il 15 dicembre 1860, con passaporto del Prefetto di Napoli per Marsiglia. Il novembre del 1865 si ridusse in Napoli, ove rimase fino all\u2019aprile 1866 e quindi si rec\u00f2 in Roma (..) per nuovo ordine del Signor Prefetto. Fu causa del suo allontanamento l\u2019odio e il furore popolare contro di lui\u00a0<\/em>\u00bb. Il documento continua dicendo che \u00ab<em>l\u2019opinione pubblica non \u00e8 affatto mutata sul suo conto (&#8230;). Concludo che la sola idea di un ritorno di siffatto reazionario metterebbe uno scompiglio a tutto il pacifico sistema attuale<\/em>\u00bb. Invece il ministro Ricasoli d\u00e0 ordine di attuare il suo piano e il\u00a0<strong>Prefetto di Napoli\u00a0<\/strong>comunica con notevole disinvoltura al suo viceprefetto di Castellammare:\u00a0<em>\u00abIn vista delle attuali condizioni politiche del Regno e della condotta tranquilla tenuta dal Petagna, io sarei dell\u2019avviso che non si ponesse ostacolo al ritorno nella sua diocesi<\/em>\u00bb. Tutte queste trattative tra governo centrale e Prefetti avevano lo scopo di preparare l\u2019operazione come una dimostrazione di forza e di stabilit\u00e0 dell\u2019Italia riunificata: \u00abIl ritorno dei vescovi nelle loro diocesi ingenera la persuasione che il governo attuale ha tale forza vitale da non temere per la libert\u00e0 e tranquillit\u00e0 del paese\u00bb.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>rientro\u00a0<\/strong>di mons. Petagna nella sua diocesi fu salutato da grande giubilo di popolo. Per\u00f2, dopo cinque anni di lontananza, il Servo di Dio trov\u00f2 un cumulo di problemi d\u2019ogni genere che urgeva risolvere. Anzitutto, disastrosa era la situazione economica. In proposito, ecco cosa il Prefetto di Napoli scriveva il 6 ottobre di quell\u2019anno 1866, al ministro Ricasoli: \u00abGli episcopi erano occupati dalle truppe, ridotti in cattivo stato, mancanti di mobili, e non vi erano denari per i relativi restauri. I vescovi chiesero somme pi\u00f9 o meno cospicue, ma necessarie e non ottennero che somme insignificanti con cui si \u00e8 creduto provvedere ai loro bisogni\u00bb. \u00c8 facile intuire in quali condizioni versassero le parrocchie, i sacerdoti in cura d\u2019anime e quelli senza cura d\u2019anime prima sostentati da rendite che il nuovo governo aveva abolito. Tuttavia, mons. Petagna pens\u00f2 a prendere un contatto vivo, sulla base di una esperienza di fede, con la popolazione e indisse una\u00a0<strong>Missione popolare<\/strong>\u00a0per tutta la diocesi nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 dicembre. L\u2019iniziativa riusc\u00ec in pieno. Cos\u00ec il pastore pot\u00e9 riprendere i contatti con il suo popolo. Due anni dopo il rientro, mons. Petagna, assieme ai suoi confratelli nel governo della Chiesa, fu chiamato da Pio IX, ormai ottantaduenne, alla\u00a0<strong>preparazione del Concilio Vaticano I<\/strong>. L\u2019enciclica di convocazione porta la data del 29 giugno 1868.<\/p>\n<p>Sotto la guida del card. Sisto Riario Sforza, arcivescovo di Napoli, l\u2019episcopato della Campania si prepar\u00f2 in modo egregio all\u2019evento, come lo dimostrano gli interventi, tanto che si \u00e8 potuto scrivere: \u00abNessuna regione present\u00f2 tante proposte al Concilio quanto la provincia ecclesiastica di Napoli\u00bb. Il pensiero di mons. Petagna circa il grande tema del Concilio, cio\u00e8 l\u2019infallibilit\u00e0 pontificia, \u00e8 espresso nell\u2019intervento che egli ebbe al Concilio e in uno scritto uscito a stampa nel 1897, \u00a0cio\u00e8 dopo la morte del Servo di Dio. Non \u00e8 qui il luogo per una esposizione anche solo sintetica del contenuto dei due documenti \u2014 l\u2019intervento nell\u2019aula conciliare e lo scritto edito pi\u00f9 tardi \u2014 basti dire che vi si respira la\u00a0<strong>vasta cultura del vescovo\u00a0<\/strong>che ripercorre la storia del cristianesimo nelle varie fasi, nelle diverse culture, alla luce di quanto dissero e fecero le figure pi\u00f9 significative di tutti i tempi, soprattutto alla luce della S. Scrittura nei documenti del Nuovo Testamento e delle tradizioni apostoliche.<\/p>\n<p>Gli ultimi anni della vita del servo di Dio furono resi pi\u00f9 difficili, dal punto di vista pastorale, dalla\u00a0<strong>malattia\u00a0<\/strong>che lo colp\u00ec e che lo costrinse a concentrare la sua attenzione piuttosto sui problemi spirituali. Tuttavia, ci\u00f2 gli consent\u00ec di realizzare un grande sogno: quello di diventare animatore di santit\u00e0, curando soprattutto lo sviluppo dell\u2019istituto delle Vittime dei Sacri Cuori. A contatto con il mondo religioso e fervente della Francia, nei lunghi anni dell\u2019esilio a Marsiglia, e con i vescovi giunti a Roma da ogni parte del mondo in occasione del Concilio Vaticano primo, le sue visuali culturali e pastorali si erano molto dilatate. And\u00f2 maturando in lui l\u2019idea di un\u2019istituzione, che pur non avendo nulla di claustrale, si assumesse il ruolo della riparazione dei peccati degli uomini e che insieme si prodigasse per l\u2019educazione della giovent\u00f9. L\u2019idea piacque soprattutto negli ambienti giovanili.<\/p>\n<p>Mons. Petagna si avviava rapidamente alla\u00a0<strong>conclusione\u00a0<\/strong>della sua vita terrena a causa di una grave anemia. Per rallentare il corso del male, si pens\u00f2 di fargli cambiar clima: a Torre del Greco, a Vico Equense, a Ischia. Era tutto inutile. Il Servo di Dio cap\u00ec che non c\u2019era pi\u00f9 nulla da fare e cominci\u00f2 a prepararsi a quello che chiamava il \u00abgiorno della benedizione\u00bb, che giunse puntuale com\u2019era scritto nel disegno di Dio. Il Vescovo aveva solo\u00a0<strong>66 anni di et\u00e0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Famiglia\u00a0Petagna\u00a0vantava \u00abantiche e cospicue tradizioni gentilizie\u00bb e nel corso dei secoli ha dato alla Chiesa un vescovo, dei monsignori, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3555,"parent":361,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page_contenuto.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1690","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1690"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1691,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1690\/revisions\/1691"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/361"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacricuori.org\/pt-pt\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}