Regole Originali

Elenco articoli in questa rubrica

Introduzione (dal n. 1 al 10)

1. Iddio, volendo elevare l'uomo ad un fine soprannaturale che era quello della beata visione ed eterna gloria nel Paradiso, lo creò non solo con l'anima ricca di tante doti naturali da farne una bella immagine simile a Lui, ma profuse ancora in seno a quella, tale abbondanza di grazia, da metterlo a parte della sua divina natura e così rendere quella immagine pura, santa, perfetta e riverberante in sé quella Divinità di cui era ritratto. 2. Questo però poteva conservarsi unicamente per mezzo di' una stretta, costante, amorosa unione col suo divino Origina... »»

Introduzione (dall'11 al 20)

11. Oggi non si sente chiara al fonte battesimale la voce divina, né si vede una bianca colomba come avvenne al fiume Giordano, (Mt. 111,16-17) ma non è meno pronunziata quella voce misteriosa sull'anima che esce dal rigenerànte lavacro, né manca di scendere invisibilmente su di lei quella misteriosa colomba. Di quella sovrabbondante pienezza di Spirito Santo che discese sulla santa Umanità di Gesù Cristo battezzato nel Giordano, è messa a parte ogni anima quando vien tinta dall'acqua del Santo Battesimo; della pienezza di Lui noi tutti abbiamo ... »»

Introduzione (dall'21 al 30)

21. Gesù Cristo Vittima per i peccati degli uomini, se cercando solo la gloria del suo divin Padre li purificò nel bagno salutare del sangue suo preziosissimo, pure fu tutto a sfogare il suo amore immenso per essi, coll'istruirli se ignoranti, collo sfamarli se poveri, col guarirli se infermi, col sollevarli se afflitti d'ogni maniera. E se nel tempo del suo conversar cogli uomini sulla terra molto s'occupò delle svariate miserie della loro vita del corpo, mirava principalmente alle piaghe delle anime, che voleva mondate, avvivate, rinvigorite, per vederle guadagnate al tr... »»

Introduzione (dal 31 al 40)

31. Per loro la Vittima del Calvario, nascosta poi in sacramento, è la beata calamita che attira con soavità, forza e dolcezza tutti i pensieri della loro mente, come tutti gli affetti del loro cuore. Il martirio di carità non meno che il martirio di sangue cavò sempre la sua incrollabile e consolante fermezza dal sacrificio della croce. Perciò la chiesa, nell'immolarlo che fa incruento sugli altari, va dicendo per bocca dei suoi ministri: « È tale il sacrificio che noi offriamo a Dio, che da Lui come da propria fonte ritrae principio e forza ogn... »»

Introduzione (dal 41 al 51)

41. Un'anima che non è sommamente compenetrata del proprio niente, anzi del suo essere addivenuta peggiore del niente per la colpa, non potrà mai essere buona a qualche cosa di grande per Dio. Il suo cuore non sarà mai fertile di grandi virtù, perché negandogli giustamente Iddio le soavi rugiade della sua grazia, resterà sempre un terreno arido e perciò infecondo di sante opere, ma una Vittima, sincera sposa di Gesù, che nell'intimo del suo cuore non si diparte mai dall'amabile e saporosa compagnia di quei tre Sacri Cuori, e specialmente ... »»

Obbedienza (dal n. 52 al 61)

52. Iddio stampò nell’uomo a larghe orme la sua immagine nella creazione, gli fece dono del suo proprio Verbo nell' Incarnazione, volle straziata per lui la carne innocente e versato tutto il sangue di questo divin Figliuolo nella Redenzione, rende l’uomo partecipe della medesima sua divina natura, nella santificazione lo chiama infine a parte della stessa sua beatitudine eterna preparatagli nella glorificazione. 53. In vista di tanta diffusiva bontà, di così sviscerato amore, di tale generosità infinita, non è da meravigliarsi se molte anime ... »»

Obbedienza (dal n. 62 al 72)

62. L’ubbidiente non guarda affatto in costui la sua età, i suoi talenti, le sue maniere, le sue attrattive, le sue influenze, ma unicamente la persona che rappresenta. Allora come molle cera liquefatta al fuoco dell’amore dopo lasciato imprimere il suggello di Gesù nel cuore coll’amarlo, sel farà anche imprimere sul braccio coll’operare per cara obbedienza. 63. Il Superiore del monastero, dice al nostro proposito 5. Benedetto, fa le veci di Cristo. Quindi S. Basilio e S. Bernardo applicano come dette a tutti i superiori le parole di Cristo: &la... »»

Povertą (dal 73 all'83)

73. E’ virtù assai bella agli occhi di Dio la povertà e gratissima al suo cuore divino, come quella che spinge le anime più speditamente la via della Santità e più strettamente congiungersi al loro amato Bene. Basta per quei che sono in mezzo al mondo il non attaccare per nulla il proprio affetto ai beni, ma quanto è difficile, dice Agostino, l’esserne in possesso ed averne il cuore staccato. Perciò dava Cristo al giovane facoltoso del Vangelo un consiglio di alta perfezione e dicevagli: «Se vuoi essere perfetto vendi tutto que... »»

Povertą (dall'84 al 94)

84. Facendo riflettere una volta il padre Luigi Granata al venerabile P. Maestro Giovanni d’Avila che S. Francesco d’Assisi aveva amato e raccomandato la povertà per due i,in beni che si trovano in lei: l’uno è il tagliar la radice di tutti i mali che è la cupidigia; e l’altro perché il religioso resta libero a meglio occuparsi nella contemplazione delle celesti, rispose quel gran Servo di Dio: «che la principal ragione del glorioso Padre S. Francesco era l’amor grande e molto tenero che portava a Cristo: e per questo vedendolo na... »»

Castitą

95. Per conservare come conviene la purità dell’anima e del corpo, le spose di G. Cristo saranno vigilanti sempre ed useranno questi mezzi: 1) Riconoscendo la propria fragilità e debolezza, cautamente eviteranno ogni pericolo prossimo ancorchè leggero; e con tutta la fiducia invocheranno l’aiuto potente dello sposo diletto, della Vergine Madre, dell’Angelo Custode e di S. Giuseppe. 2) Ad imitazione dei Santi custodiranno con gelosa modestia i sensi esterni ed interni, freneranno e passioni con la mortificazione e con sante occupazioni d’animo e ... »»
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